ATLETI PER SEMPRE

______

IL PROGETTO
Mental Training

Motivati si nasce o si diventa?

Motivati si nasce o si diventa?

La motivazione è il propellente principale che porta ad ottenere risultati nello sport e nella vita. E’ la motivazione che ci aiuta a non mollare nei momenti di difficoltà, che ci aiuta ad essere persistenti nella ricerca dei risultati e che ci porta a cercare costantemente di alzare l’asticella.

La caratteristica comune alle persone di successo è sicuramente un livello di motivazione superiore alla norma. 

Ma essere persone motivate è una caratteristica innata oppure è allenabile?

Studiando a fondo la vita dei grandi campioni scopriremo che molti di loro hanno vissuto esperienze che li hanno forgiati nel carattere. Grandi motivazioni derivanti dalla voglia di emergere da contesti economici, sociali o familiari difficili. Ma è anche vero che queste sono esperienze comuni a milioni di persone e quindi non bastano a giustificare il gap di motivazione che hanno rispetto a tanti altri.

E’ difficile dire se ci sia una predisposizione genetica, sicuramente è qualcosa che si alimenta venendo ispirati da degli esempi; ma è anche qualcosa che si può educare e potenziare.

La prima distinzione che dobbiamo fare è tra l’essere motivati a fare qualcosa che ci appassiona e il saper trovare le motivazioni quando qualcos’altro è faticoso (fisicamente o mentalmente).

La differenza la facciamo quando si tratta di stringere i denti nella difficoltà o semplicemente quando la ricompensa per il nostro lavoro non è così immediata. Questo nell’allenamento capita spesso; si investono energie e fatica e quasi mai  il risultato è immediatamente visibile.

Ma cosa può potenziare o depotenziare la nostra motivazione?

 

IL SELF TALK

 

L’aspetto su cui vogliamo focalizzare l’attenzione ora è il dialogo interno: il modo in cui noi parliamo a noi stessi, il modo in cui commentiamo o giudichiamo gli eventi di cui siamo protagonisti. 

Chiunque, in  qualche misura, può  condizionarci. Ma sono condizionamenti non è paragonabili con la potenza di condizionamento che abbiano su noi stessi. I nostri pensieri sono una  una goccia cinese che scava nella roccia.

La verità è che siamo i primo coach di noi stessi. Conviviamo con i nostri pensieri 24 ore al giorno e per questo motivo è importante non esserne in balia, ma imparare ad esserne padroni.

Proviamo ad immaginare di essere un giocatore di tennis, ed avere un allenatore che ad ogni punto commenta: “oggi stai giocando male. Oggi fai sempre questo errore. Oggi sei impreciso. Oggi non è giornata”. Sarebbe il peggior allenatore del mondo, ma  almeno avremmo la chance di reagire, se non altro per rabbia contro di lui. 

Se però queste frasi fossero frutto di un continuo dialogo interno avremmo come unico risultato la sfiducia, l’abbassamento di autostima, l’abbassamento dell’energia. 

A noi però  interessa sapere che i pensieri orientati in positivo possono avere effetti altrettanto potenti e darci motivazione ed energia.

E’ vero che i campioni sono motivavi, ma è ancora più vero che hanno imparato  a motivarsi. Sanno dirsi le cose giuste, sanno come spronarsi, sanno come focalizzare l’attenzione sulla prossima cosa giusta da fare. Soprattutto sanno spegnere i pensieri negativi quando nascono.

 

I PENSIERI HANNO EFFETTI BIOLOGICI

 

Il modo in cui parliamo a  noi stessi influisce a livello mentale, ma anche a livello fisico. Quando la mente è positiva il corpo acquista energia e si innesca un circolo virtuoso. 

Qualcuno leggendo  si starà dicendo che è impossibile controllare i pensieri  negativi, perchè sono istintivi. E’ vero, ma dobbiamo avere l’abitudine di riconoscerli sul nascere e fermarli anche in modo artificioso. Potrebbe sembrare innaturale, ma se ci pensiamo è la stessa sensazione che si prova facendo un nuovo esercizio fisico. 

Fermare pensieri negativi  e riformularli in positivo è un allenamento, ed è un processo che fa crescere anche l’autostima. Un po’ come riprendere il controllo di una macchina che sbanda. 

Non focalizziamo sugli errori, ma sul processo necessario per correggerli. Non ripetiamoci che abbiamo sbagliato, ma pensiamo a cosa dobbiamo fare, e come fare prossimo passo per migliorare. Se correndo cadiamo pensiamo a come mettere i piedi, non restiamo  un secondo di più con la mente nella buca nella quale siamo caduti.

La motivazione la costruiamo giorno per giorno, riducendo al minimo i pensieri negativi e formulandone di propositivi. Rimbalzando sugli errori e festeggiando i successi. Anche i più piccoli.

I pensieri sono una goccia cinese per la motivazione. Sta a noi decidere se sarà una goccia che buca il serbatoio o una goccia che lo alimenta.